Istituito nel 1982, il MEtA Museo Etnografico Alta Valle Seriana si articola in tre sezioni e analizza il rapporto secolare tra il territorio e le attività della popolazione della valle, con riferimento alla filatura/tessitura, al lavoro dei boscaioli/carbonai e dei minatori.
Il MEtA Museo Etnografico Alta Valle Seriana presenta documenti che ripercorrono la storia delle miniere (Archivio di Stato di Bg), un interessante cartografia storica, attrezzi inerenti le tre sezioni indicate e la ricostruzione di una miniera.
Il Museo ospita anche una mostra permanente di sculture e disegni dell’artista ardesiano maestro Luigi Fornoni.
La casa rurale tipica, come questa, era costruita con materiali del luogo, pietrame delle cave vicine e legname dei boschi circostanti. Al piano seminterrato si trovava la stalla. Dall’esterno ora è possibile vedere un portale medievale
in pietra, mentre all’interno si nota la volta con la classica forma a “silter” e una tipica finestrella e inferriata. Dal
piano della strada, con accesso direttamente da via Torquato Tasso, si entra nella cucina, il locale principale
della casa dove si trova anche il camino, usato più per far da mangiare e lavorare il latte, che per riscaldare. Il vano del camino è provvisto di tutti gli attrezzi di ferro necessari: la catena per appendere le pentole, il treppiede, la graticola, la paletta, la pinza. Sulla mensola del camino sono allineati i barattoli del sale, del pepe, dello zucchero, i fiammiferi e la pietra focaia, il mortaio, il lume e il bastone per la polenta.
A fianco del camino troviamo una mensola provvista di ganci di ferro dove sono appesi pentole, coperchi, secchi, ramine.
A lato è appesa alla parete anche la “scànsia”, dove ci sono le scodelle di legno e le altre stoviglie. Contro il muro, vi è una cassa divisa in due scomparti: uno per la farina di granoturco e uno per quella di frumento.
Vicino alla finestra è murato un lavandino in pietra sotto il quale venivano custoditi i secchi con l’acqua. Al centro della stanza c’è un tavolo con sedie impagliate e una panca completa l’arredamento. Attraverso una porta si entra nella camera dei genitori e dei bambini più piccoli. Questa stanza era arredata dal letto matrimoniale con il materasso di crine o di lana e da una cassapanca, per riporre la biancheria e i vestiti. La stanza dei ragazzi, invece, era arredata solo dal letto e dalla cassapanca e al posto del materasso c’era il “paiù de scarfòi”, cioè le foglie che avvolgevano le pannocchie di granoturco essiccate e raccolte in un sacco di tela, di lino o di canapa.
Orari
Per visite ed informazioni:
Ufficio del Turismo di Vivi Ardesio
0346.466265 | info@viviardesio.it
Costo ingresso
Ingresso gratuito