Casnigo
Borgo della famosa Garibalda che custodisce la “Sistina bergamasca”
Passeggiando per il centro storico di Casnigo, nelle antiche e strette vie, si possono scoprire scorci con antiche architetture e numerose santelle. Diverse sono le botteghe a gestione familiare dove gustare prodotti tipici locali, assolutamente da provare il pane Garibalda e il Pan Spinato. Lasciamo il centro abitato e seguiamo le indicazioni per il Santuario della S.S. Trinità; in 20 minuti raggiungiamo il balcone da dove ammiriamo il panorama e iniziamo la visita del santuario gotico che da questo colle domina l’intera ValSeriana; entrati nel Santuario, ci meravigliamo nel vedere “la Sistina della Bergamasca”. Un tesoro artistico di inestimabile valore che ci lascia senza parole. Dal Santuario della SS. Trinità, seguendo una stretta strada che si snoda per circa 2Km , arriviamo al Santuario della Madonna d’Erbia, eretto per ricordare due apparizioni della Madonna, nel 1550 e nel 1839, e testimonianza della profonda devozione dei cittadini. Lasciamo il Santuario della Madonna d’Erbia e torniamo a Casnigo passando per l’antico sentiero che si inerpica in un paesaggio tipicamente collinare, dove attraversiamo prati e boschi. Tanti sono gli eventi che animano il paese, da non perdere il 5 gennaio, Vigilia dell’Epifania, il corteo dei Re Magi che scendono, nella notte, accompagnati da figuranti e dai “baghètèr” (suonatori di cornamusa bergamasca), dal Santuario della SS. Trinità in paese per distribuire i doni ai bambini e la Festa della SS. Trinità per gustare, nei prati circostanti il santuario, la tradizionale “Chesciöla è lacc”. Dopo aver gustato un piatto tipico accompagnato dalla famosa Garibalda, ci aspetta il ricco programma di eventi del Teatro del Circolo Fratellanza, animato tutto l’anno da decine di spettacoli e ne approfittiamo per osservare da vicino la particolare architettura del teatro risalente al XVI sec.
Le prime testimonianze sull’uso di un cornamusa in terra orobica le troviamo in Santa Maria Maggiore a Bergamo, nell’affresco “Albero della vita” datato 1347, e nel castello di Bianzano, dove sono raffigurati due putti suonatori di cornamusa, collocabili nell’ultimo quarto del 1300. Recenti lavori di ricerca, condotti dallo studioso Valter Biella, hanno portato ad una rivalutazione di questo patrimonio etnomusicale considerato scomparso e di cui si era perso ogni traccia. I dati raccolti permettono di delineare diverse zone in cui era suonata la cornamusa bergamasca: tra queste la media Valle Seriana con la confluente Val Gandino. In quest’area all’inizio del Novecento erano ancora certamente attivi una decina di musicisti. Ultimo erede di essi è stato Giacomo Ruggeri, detto “Fagòt” di Casnigo (1905-1990): la sua figura è stata lo snodo fondamentale nella conoscenza della cornamusa bergamasca che ha permesso di salvare questo patrimonio. Presso Casnigo infatti sono conservati 2 dei 7 strumenti storici superstiti.
Comune di Casnigo Superficie 13.32 Kmq Abitanti 3.343 Altitudine 514 mslm www.lecinqueterredellavalgandino.it